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Visualizzazione post con etichetta il ciclo pittorico dell'Antica Cattedrale di Bojano. Mostra tutti i post
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mercoledì 28 settembre 2011

Inaugurazione del ciclo pittorico nell'Antica Cattedrale di Bojano. Foto dell'autore dei dipinti, il maestro Rodolfo Papa, con il cardinal Angelo Bagnasco

Per una strana dimenticanza, segnalata da più parti, oltre a non essere stato riportato nella lapide commemorativa, il maestro Papa non appare nemmeno nei servizi fotografici e televisivi regionali.
Poiché abbiamo "scoperto" le prove sia dell'esistenza dell'artista e sia della sua presenza in Regione provvediamo a pubblicarle.

monsignor Angelo Spina (vescovo di Sulmona),
il professor Rodolfo Papa
e sua eminenza cardinal Angelo Bagnasco

monsignor Spina, Papa, il cardinal Bagnasco
e monsignor Bregantini, arcivescovo di Campobasso


Il cardinal Angelo Bagnasco ed il maestro Rodolfo Papa
 si stringono la mano alla presenza
di sua eccellenza Bregantini
e di numerosi fotografi

Inaugurato alla presenza del cardinal Bagnasco il ciclo pittorico di Rodolfo Papa nell'Antica Cattedrale di Bojano. Affissa una lapide commemorativa con una grave mancanza: il nome dell'artista!


Il Quotidiano del Molise del 27/09/2011

di Paolo Giordano

Il 25 settembre 2011 è stato un giorno memorabile, uno di quelli che restano indelebili nella storia. La città di Bojano ha ospitato il cardinal Bagnasco, presidente della conferenza episcopale italiana. L’alto prelato ha inaugurato solennemente il ciclo pittorico realizzato dal professor Rodolfo Papa da Roma. A memoria dell’evento è stata apposta una lapide, prediligendo l’italiano anziché il latino più usato in tali circostanze. In essa si citano praticamente tutti: il cardinal Bagnasco, l’arcivescovo Bregantini, l’allora arciprete Spina, l’attuale arciprete Di Filippo ed il Popolo tutto. Per una dimenticanza che appare inspiegabile, quanto tutt’altro che casuale, manca il nome dell’artista. Uno strano modo di consegnare l’accaduto ai posteri!
Tra 20, 40, 100 anni nessuno darà più un volto ai nomi incisi su quel marmo. Forse come tanti, prima di loro, nessuno saprà chi essi furono. Non è da escludere che la targa deperirà o verrà addirittura rimossa. L’opera pittorica, invece, resisterà fintanto che resterà in piedi l’antica cattedrale e con essa sopravviverà il nome dell’autore epurato dal lapicida. Non sappiamo se c’è un responsabile e chi egli sia. Ignoriamo se questo sia il modo corretto di redigere le iscrizioni. Certo ben leggendo sembra quasi che gli autori siano i parroci succedutisi, poiché l’opera è stata “iniziata” da uno e “portata a termine” dall’altro. La matematica sicuramente non è un’opinione, ma non lo è neanche la lingua italiana!

la lapide incriminata