Pensieri



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mercoledì 10 ottobre 2012

Oggetto non identificato in corso Mazzini a Campobasso! Ribattezzato "on line" nei più disparati modi. E pensare che nei pressi sorgeva la monumentale fontana di Cacciapesce!

Il Quotidiano del Molise
del 09 ottobre 2012

di Paolo Giordano

Dell’acceso dibattito, generato dall’elemento di arredo urbano posto all’incrocio tra corso Mazzini e via Garibaldi in Campobasso, merita menzione quanto affermato su facebook da Luca L.: “è l’erede della fontana di Cacciapesce!”.
In effetti la monumentale fontana, oggi relegata in fondo a Corso Bucci, senza acqua né illuminazione, originariamente era ubicata proprio in questa area della città: una rara, ed ai più sconosciuta, fotografia ce ne offre testimonianza. Essa fu smontata per consentire la realizzazione del Seminario Diocesano. Il vescovo monsignor Alberto Romita ne consigliò lo spostamento oltre che per favorire i lavori di costruzione anche a causa della vasca antistante alla Fontana stessa che, quindi, “serviva da pubblico lavatoio e la vasca è fonte di malattie con grosso pericolo per l’igiene pubblica. E’ antigienica, coperta di maleodoranti alghe, ottima cultura per larve di zanzara. La zona si bonificherebbe anche moralmente, poiché tra la fitta vegetazione e gli alti alberi vi si danno convegno coppiette di innamorati.” Cosa direbbe oggi l’alto prelato del non meglio identificato oggetto sorto sulla rotonda accanto alla Caserma dei Carabinieri?
L’ufo in questione è stato definito: sarcofago, acquasantiera, barbecue, bidet, impluvium, tinozza per favorire i pediluvi estivi, “callara per la salsa”, cubo da discoteca, ehm... orinatoio e chi più ce ne ha, ce ne metta! Brutto… è brutto, e pare (con delusione dei trafficanti) che non sia neanche di rame, bensì semplicemente “ramato”. Quel che indigna maggiormente il popolo degli internauti è il suo costo che non si suppone certo ridotto e contenuto. Ma amministratori e progettisti tirano dritto, sicuri del fatto loro e non curanti di critiche e sberleffi, ben guardandosi dall’affrontare un confronto e spiegare di che si tratti realmente.
thermopolium
scavi di Ercolano
Ebbene, carissimi lettori, ve lo diremo noi! Siamo dinanzi ad un “thermopolium”, antico luogo di ristoro in uso presso i Romani, dove era possibile acquistare cibi pronti per il consumo. In un locale di piccole dimensioni v’era con un bancone con incassate grosse anfore di terracotta contenenti le vivande: insomma l’antesignano dei moderni fast food.
I campobassani, quindi, prigionieri di una città sempre più congestionata, bloccati nel traffico di punta, potranno ristorarsi di bevande e cibarie, ingannando così i tempi di lunga ed estenuante attesa.

 il thermopolium di Campobasso

scavi di Pompei