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mercoledì 3 ottobre 2012

Visite guidate nella casa di ALFREDO TROMBETTA settembre 2012. La riproduzione del vero negli scatti di Trombetta.



Il Quotidiano del Molise
del 25 settembre 2012


di Paolo Giordano

L’imprevedibile mese di settembre 2012 ha ospitato un affascinante evento culturale curato dallo studioso Paolo Matrella: le visite guidate nella casa di Alfredo Trombetta per ricordarne l’arte a 50 anni dalla scomparsa. Entrare nel regno dei Trombetta, un autentico sito storico per il Territorio, è sicuramente suggestivo ed è errata la supposizione di incontrare solo un “fotografo”.
Alfredo Trombetta fu artista ed intellettuale a tutto tondo (pittore, ricercatore, docente, progettista, ispettore per la tutela dei monumenti), ma soprattutto fu polo d’attrazione per la cultura del tempo. Visitare la sua dimora consente, oltre che di ammirare la sua produzione ed i successi tecnico artistici conseguiti, anche di entrare in contatto con decine di personalità della cultura e della storia non solo locali. Jerace, Puchetti, Menotti Bruno, De Lisio, Altobello, Michelangelo Benevento, Bigi, Romeo Musa, Gasdia, Alfonso Perrella (con cui curò un progetto di “itinerari turistici” in Molise) e moltissimi altri frequentarono queste stanze in cui furono accolti con mecenatismo tanti giovani, tra cui Gino Marotta, dal Nostro aiutati a “spiccare il volo”. L’intima amicizia è testimoniata da alcune loro opere di proprietà della famiglia.
Alfredo Trombetta
 Il Trombetta fu un grande esperto della Fotografia tanto da essere autore di articoli su riviste specializzate e di schede enciclopediche (Chirone, Piccola enciclopedia metodica italiana ed. Bemporad). Tantissime sono state le attestazioni per la sua genialità: medaglie, encomi, premi e riconoscimenti ufficiali non ultime le nomine a “Cavaliere” e “Grande Ufficiale” della Corona e “Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro”.
Per l’uomo contemporaneo le fotografie in bianco e nero appaiono solo romanticamente affascinanti, ma per l’epoca era l’unico modo per riprodurre il “vero”. Nell’ammirarle attentamente si scoprono meticolosa ricerca e dirompente sperimentazione. Prova ne è “La Fotografia Artistica”, rivista torinese bilingue distribuita anche in Francia di cui fu collaboratore, che riporta un suo celebre scritto sulle tecniche per fotografare i fiori. Ogni paesaggio immortalato contiene le tonalità necessarie a trasmettere la bellezza della Natura. Al pari degli attori del muto, costretti a coinvolgere gli spettatori con tutto il loro corpo ad eccezione della parola, il fotografo doveva catturare il mondo creando autentici dipinti, rinunciando però proprio al colore. Un discorso a parte, ovviamente, merita la “fotopittura” con cui si superò tale limite.
Alfredo fu un eccellente imprenditore della sua professione, uscì dagli angusti confini regionali esportando i suoi capolavori anche all’estero: nel 1914 una collezione di costumi molisani fu donata al console britannico di Napoli sir J.A.Churchill Sidney e venne, poi, integralmente pubblicata su un numero speciale della rivista londinese “The Studio” con il titolo Paisant Art in Italy. Un curioso aneddoto è legato a questa raccolta di fotografie dipinte donata sia al Re Vittorio Emanuele che alla regina Margherita. Il primo dei due omaggi è tornato, dopo lungo peregrinare, a Campobasso offerto in regalo all’avv. Alberto Pistilli Sipio. E’ stato così possibile ricostruirne “l’impaginazione originale”, al contrario di tanti altri album privati invece del contenuto.
Le Glorie Molisane del Risorgimento Italiano
E’ arduo condensare il genio di Alfredo Trombetta e non si può omettere di parlare dei suoi lavori etno-antropologici (legati anche agli eventi del 1911-primo giubileo dell’Italia Unita) e dei suoi studi/progetti per monumenti come la cartolina pro Croce Rossa del 1913 raffigurante le Glorie Molisane del risorgimento italiano incastonate in una “fusione” di vestigia molisane (Larinum, Saepinum, Venafrum). Spontaneamente viene da chiedersi che fine farà l’immensa ricchezza di Casa Trombetta. Il pensiero vola subito alle fotografie degli ingegni del Di Zinno, forse la serie più nota. Esse, raccolte nella cornice che ospitò il gigantesco ritratto del duca d’Aosta (foto pubblicata su “L’Illustrazione Italiana” in occasione delle presa di Gorizia nel 1916), sono state donate al Comune di Campobasso, ma purtroppo giacciono in una “stanza d’ufficio tra scartoffie” e cancellerie. Si confida, quindi, principalmente nella tenacia della novantenne Ada e nella perseveranza indomita del Matrella, pur avendo però ancora davanti agli occhi la tragedia consumatasi esattamente un anno fa con lo svuotamento, nel totale disinteresse delle Istituzioni, dello storico Palazzo Salottolo/Cannavina!


veduta del borgo antico
di Termoli (1910)

"Dopo il tramonto"
di Alfredo Trombetta