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lunedì 11 marzo 2013

Dall'associazione "Cuore Non Mente" nuova linfa all'Albero della Vita, l'opera di Gino Marotta a Campobasso "vittima" dei graffitari, ridotta a bacheca per annunci e fondale per scarabocchi



Il Quotidiano del Molise
del 10 marzo 2013

di Paolo Giordano

L’associazione culturale CuoreNonMente si è ripetutamente distinta in operazioni di pulizia con cui ha restituito splendore e dignità alle antiche vestigia medioevali campobassane, insozzate dai graffitari. 
Ieri, 09/03/2013, è “uscita” dalla cinta muraria monfortiana per lanciare un forte messaggio di civiltà, attraverso un nuovo importante atto d’amore e rispetto verso Campobasso. Grazie all’appoggio ed alla collaborazione delle amministrazioni Provinciale e Comunale (rispettivamente rappresentate nella circostanza dagli assessori Tramontano e Cimino) ha rimosso le scritte vandaliche che deturpavano “l’Albero della Vita”: la creatura di Gino Marotta che svetta al centro della villa comunemente detta dei cannoni, ma che è stata di recente intitolata all’illustre campobassano B. Musenga. L’iniziativa (autofinanziata) non aveva solo lo scopo di restituire decoro ad un’opera d’arte, oramai ridotta a bacheca per avvisi di vario genere, ma anche esprimere il dovuto rispetto per l’Uomo ed il giusto omaggio all’Artista Gino Marotta, recentemente scomparso.
Egli nelle sue creazioni, pur non trascurando gli aspetti della plurisecolare tradizione artistica italiana, amava inserire elementi che spaziavano dal Rinascimento alla metafisica di De Chirico dimostrando che la buona scultura è quella che sa dialogare con le opere del passato.
La sua idea gioiosa del mondo, brillante e vitale, era… è alla base del processo creativo che, salvandone le forme, consente alla natura di sopravvivere nel contesto urbano senza prescindere, però, dalla modernità dell’uomo contemporaneo. La quercia, ricorrente nella sua produzione, è un simbolo a lui tanto caro. Si innamorò di quell’albero “incrociandolo” nei suoi spostamenti da Roma a L’Aquila. La collocazione nel cuore della Campobasso Murattiana, in un giardino molto frequentato, consente all’opera di entrare nella vita delle persone diventandone parte integrante.
Marotta chiedeva sempre agli amici pendolari, tra Roma ed il Molise, in che stato versasse il suo “Albero della Vita” e lo rattristava profondamente apprendere del continuo progressivo deterioramento: ne sono stati addirittura asportati alcuni pezzi.
L’intervento della CuoreNonMente, ma soprattutto le ragioni che lo hanno generato, potrebbero essere il primo passo per il restauro, che sarebbe perfetto se integrato da un’idonea illuminazione atta a valorizzare il monumento. Si onorerebbe così ancor di più la memoria dell’artefice, notoriamente cultore della luminotecnica.


gli adesivi
che profanano
l'opera