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venerdì 30 agosto 2013

Campobasso e l'epigrafe "dimenticata". L'iscrizione funebre C.I.L. IX. 2484, proveniente da Ferrazzano, attualmente esposta nell'androne dell'istituto tecnico per ragionieri.

Il Quotidiano del Molise
del 30 agosto 2013


di Paolo Giordano

 iscrizione funebre C.I.L. IX. 2484 
proveniente da Ferrazzano (CB). 
Foto di Stefano Vannozzi.
L’edificio dell’Istituto Tecnico Economico “Leopoldo Pilla” in via Vittorio Veneto ha ospitato in passato sia il Museo Provinciale Sannitico che la Biblioteca Albino. Le due storiche Istituzioni, fiori all’occhiello della Città, sono state poi opportunamente trasferite in sedi più consone. Il Museo dal 1995 è nel Palazzo Mazzarotta in via Chiarizia.
Nell’androne del “Ragioneria”, però, è rimasta un’epigrafe funeraria romana costituita da una grossa lastra calcarea rettangolare con un timpano sagomato. Quest’ultimo, con al centro una rosetta a quattro petali, è arricchito da acroteri angolari a palmetta. L’iscrizione incisavi è poco leggibile perché scalpellata (damnatio memoriae o semplice riutilizzo), ma è comunque stata ampiamente documentata nella bibliografia storica locale ed in molti testi archeologici. Qualche attivista politico vi ha lasciato una traccia del fermento ideologico che scosse gli anni di piombo.
Lo studioso Stefano Vannozzi, originario di Cercemaggiore e residente a Roma, nel suo blog “Longaest vita, si plena est”, richiama l’attenzione dei lettori su questo manufatto lanciando un appello il cui senso è: qualcuno è in grado di spiegare perché mai quel reperto sia ancora lì? Appartenendo esso alla collezione epigrafica del Museo Sannitico avrebbe dovuto seguirne le sorti!
Il suo rinvenimento, alla fine del XVII secolo nei pressi della chiesa di San Giacomo a Ferrazzano, attesterebbe l’ulteriore presenza di una “domus Neratiorum” in questa zona (dopo la nota villa di San Giuliano del Sannio) testimoniando l’influenza dell’importante e potente gens Neratia sull’entroterra dell’antico municipio sepinate.
Il testo, pubblicato nel volume IX del Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL) con il numero 2484, è il seguente: A Constantius, fattore dei Neratii, a Potentius dispensiere dei Neratii, Pothus e Lathmus, al padre e al fratello (posero).
Una nostra, pur se minima, indagine (neanche nei cataloghi più recenti ve n’è menzione) non ha portato a nessun risultato concreto che ci permettesse di rispondere al Vannozzi. Quindi, anche per sensibilizzare l’attenzione degli appassionati, dobbiamo necessariamente associarci alla sua riflessione: la collocazione dell’iscrizione C.I.L. IX, 2484, è da ritenersi fuori contesto e di conseguenza l’epigrafe sembrerebbe esser stata letteralmente “dimenticata”.



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