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mercoledì 19 ottobre 2016

IL LABIRINTO CAERDROIA DI PETRELLA TIFERNIANA: Lo studioso Mario Ziccardi si fa onore al Premio Nazionale Cronache dal Mistero

Il Quotidiano del Molise
del 05/12/2015

di Paolo Giordano

   La cerimonia sarà ospitata nel Residence "Traiano Imperatore" (a pochi metri dal sito archeologico della villa di Traiano) in Altipiani di Arcinazzo (Arcinazzo Romano - RM). Detto "Premio" nasce prevalentemente dalla partnership tra l'Associazione socio-culturale Italia Mia di Roma, l'Associazione Promedia, la PerlaWebTV ed il sito www.ilpuntosulmistero.it, con il patrocinio del Comune di Trevi nel Lazio. L'evento intende riconoscere il merito di ricercatori, scrittori, editori, registi, giornalisti ed altre figure professionali impegnate da anni nella trattazione di argomenti che spesso sfuggono all'interesse dei media o vengono trattati senza il necessario approfondimento.
   L'obiettivo prefissato è quello di accrescere l'interesse e la diffusione di notizie su materie particolari quali archeologia, misteri della storia, megalitismo, fenomeni di esopolitica ed ufologia.
Mario Ziccardi
   I premiati sono stati selezionati da un'apposita Commissione, coordinata e diretta dello scrittore Giancarlo Pavat. Tra gli studiosi insigniti del riconoscimento anche il Campobassano Mario Ziccardi per la scoperta (nel 2014) del Labirinto “Caerdroia” nella chiesa di S. Giorgio aPetrella Tifernina (CB).

   Nell'affascinate monumento identitario del paese molisano, edificato tra la fine del XII secolo e gli inizi del XIII secolo, sono presenti tantissimi simboli, molti dei quali riconducibili al repertorio mitico e pagano. Sulla prima colonna di sinistra, a circa un metro e mezzo dal pavimento, è inciso un labirinto del tipo “caerdroia” (dal gallese Caer Troia, latino Troia Nova. Nome originario di Londra secondo una leggenda che la vorrebbe fondate -come Albalonga- da un esule troiano di nome Bruto), unicursale a mano sinistra con undici corridoi nella parte superiore dal centro. La particolarità più interessante è la parte inferiore rettilinea, caratteristica propria di questa tipologia. Allo stato attuale esso è, per la sua particolare forma, un esemplare decisamente unico ed insolito in Italia. 
Labirinto Caerdroia
   La sua realizzazione fu sicuramente eseguita in accordo con l'autorità ecclesiastica ed è lo stesso Ziccardi a fornircene una spiegazione: "La rigenerazione potrebbe essere il filo di Ariannache fa percepire l’importanza di questa figura nel medioevo. In ambienti sacri la simbologia era fondamentale per la conoscenza da parte degli illetterati dei fondamenti della dottrina cristiana. Il labirinto, pertanto, poteva significare il viaggio del pellegrino verso Gerusalemme: il fedele, percorrendo in ginocchio tale percorso pavimentale, realizzato in diversi e particolari edifici sacri, compiva un vero e proprio pellegrinaggio di purificazione. Nel caso di Petrella, inoltre, si ha una sola "direzione" da seguire. Ciò potrebbe simboleggiare la vita del cristiano il quale, attraverso un'unica Via, giunge alla salvezza della propria anima".


La "Mezza Canna" in via Cannaviana (già via Borgo) a Campobasso

Il Quotidiano del Molise
del 10/07/2010


di Paolo Giordano

   Se come nelle fiabe gli oggetti parlassero, chi sa quanto potrebbe raccontare l’apparentemente insignificante barra di ferro murata in via Cannavina al civico 7.
   In realtà si presenta da sola: su di essa è scritto “mezza canna”.
   Era l’unità di misura di riferimento per il mercato di Campobasso inserita in Porta Borgo, anche detta Porta San Leonardo.
   Di questa struttura oltre ad essere ancora visibile, all’interno di una vetrina, l’emiciclo di un torrazzo esistono i due stemmi un tempo incastonati nell’architrave.
   Il più antico è quello del Conte Cola, l’altro è della città di Campobasso, ed oggi sono entrambi conservati nell’atrio del Municipio.
   L’Albino, nato nel 1827, ebbe modo di vederla personalmente e la descrive come “assai ben decorata e di corretto stile architettonico”.
   Porta San Leonardo, che era l’accesso principale al nucleo fortificato, fu distrutta nel 1836 ed utilizzata dai cittadini quale “cava” di pietra per costruire.
   A detta del Mancini era “più grande e bella delle altre”.
   L’attraversò Ferrante II Gonzaga, signore di Campobasso, nel 1584 e nel 1588 insieme alla moglie, la principessa Vittoria Doria, e la loro figlia Zenobia.
   In una lunetta della Banca d’Italia il pittore Nicola Biondi ha immortalato l’ingresso di un altro Gonzaga, Ferrante I, ma non si hanno documenti certi di una sua visita in città.
   Solo la mezza canna potrebbe dirimere ogni dubbio e narrarci questa ed altre vicende epiche, o semplici storie quotidiane, a cui lei stessa ha assistito in tanti secoli.
   Troppo banale concludere questa divagazione con la solita lamentosa constatazione sullo stato di abbandono delle memorie storiche cittadine.

   Si vuole, invece, credere che un’Amministrazione, un Ente, un imprenditore illuminato o un’Associazione commissionerà una targa che illustri ai passanti cosa rappresenti quell’apparentemente insignificante barra di ferro.