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giovedì 9 giugno 2011

TRE DITA AMPUTATE IL CARDARELLI FINISCE SOTTO ACCUSA (da "la Voce del Molise")

Ho ricevuto da un'amica questa segnalazione.
Ritengo sia giusto condividerla on line, quindi la mail così come mi è giunta:

"Io purtroppo conosco i protagonisti della storia e ho vissuto, anche se indirettamente, le varie fasi di questa brutta avventura.
Martedì dopo Pasqua ho trovato la moglie dell'infortunato ad aspettarmi con la terribile notizia di un brutto incidente, mentre le speranze e le illusioni erano ancora alle stelle.
Loro hanno intrapreso una battaglia legale, per avere giustizia per sé, ma anche perché questi accadimenti non debbano ripetersi.
Non si può accettare che la propria vita venga mutilata, non per imperizia, non per incapacità professionale, ma per semplice ignoranza."
Di seguito un articolo pubblicato su "La Voce" del 3 giugno scorso.

1 commento:

  1. Tutto il mio rispetto va al deprecabile caso di mala sanità che utilizzo impropriamente per mandare questo commento, del resto, penso, che sia sotto gli occhi di tutti il degrado sanitario e lo scempio dei finanziamenti che si sta compiendo in questa regione da parte dell'intelighenzia politica, i quali abinati fortemente insieme provocano e sono destinati a provocare tutta una serie di nefaste conseguenze sulla nostra sanità e sui suoi fruitori finali, ossia i cittadini. Ma non è solo di questo che voglio parlare ma anche di un altro scempio che si sta preparando in queste ore, anche questo targato ”lungimiranza politica locale”, e che riguarda uno dei murales che stanno cercando di adornare, abbellendolo, lo squallido scenario di cemento e incompetenza amministrativa che è divenuto il terminal dei pulman della città di Campobasso. Questo murales a dire del sindaco e del suo potavoce, sarebbe fortemente lesivo della dignità e del ricordo dei soldati caduti nelle missioni militari in cui è coinvolto, ormai da anni, il nostro paese, quindi punibile con la rimozione a suon di pennellate bianche. Certo è fuor di dubbio che tutto il rispetto e il dolore della nazione deve andare ai nostri soldati caduti nell'adempimento del loro dovere e a tutti quelli che ogni giorno rischiano la propria vita nel tentativo di pacificare regioni martoriate dalla guerra. Ma è altrettanto legittimo dimostrare il proprio dissenso, non per questi uomini coraggiosi e per il loro lavoro, ma per l'assurdità e l'inutilità della guerra apportatrice solo di altre morti ed altri dolori insopportabili. Non voglio addentrarmi in un discorso artistico, il quale sarebbe impegnativo e fuori dalla mia esigua conoscenza di tale materia, per questo invito tutti quelli che abbiano un minimo di interesse a visionare il murales incriminato di persona, ma vorrei invece ricordare che tali murales sono il risultato proprio di una, stavolta lungimirante per davvero, iniziativa del Comune di Campobasso, atta a risollevare il degrado in cui versa da anni il terminal. Ma alla base, c'è una piccola questione che sfugge, forse, al nostro sindaco, e che si chiama libertà di pensiero, la quale riguarda non a caso tutte le manifestazioni del pensiero e delle arti umane e che non può essere chiusa ed archiviata con una semplice delibera comunale. Inoltre inviterei il primo cittadino, se in possesso di tanta vernice bianca e operai volenterosi, che se ha proprio l'irresistibile intenzione di ripulire qualche cosa, potrebbe ripulire lo scempio compiuto da quella manica di imbecilli, che hanno insozzato, ormai un bel pò di tempo fa, nell'indifferenza assoluta dell'autorità comunale (e devo confessare, con rammarico, anche di gran parte della cittadinanza del capoluogo), con i più svariati ghirigori e scritte, una delle facciate della chiesa di San Giorgio ed il muro che fiancheggia la scalinata che porta ai monti, deturpando con la loro insensatezza uno dei più pregiati luoghi d'arte della nostra città. Penso che questo farebbe davvero onore e merito, ad un sindaco, e ad una giunta comunale, che voglia davvero essere definita vicina alla cittadinanza e ai suoi problemi e pronta a risolverli con intelligenza e voglia di farlo.
    Il tuo ineguagliabile amico,
    Roberto SEVERINO

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